Il terremoto giapponese alla luce del Calendario Maya

Oggi ti propongo un articolo di Marco Fardin che illustra un’applicazione del Calendario Maya. L’autore é laureato in filosofia e naturopata, e conduce corsi sull’interpretazione del calendario Maya di C. J. Calleman. Gli studi di Calleman presentano in un’ottica originale il Calendario Maya, e la sua interpretazione é stata autorevolmente riconosciuta valida dal Consiglio dei popoli Maya. L’interesse dell’argomento sta nel fatto che ci troviamo a vivere proprio nei giorni che ci avvicinano alla “fine del tempo” preconizzato dal Calendario.

Molte persone oggi possono temere che il piano divino per l’evoluzione della Terra e dei suoi abitanti sia la distruzione del pianeta. Terremoti, corruzione, crisi economiche portano la mente in questa direzione. Ma non è così, almeno alla luce del Calendario Maya, un sistema predittivo ed esplicativo che mostra empiricamente la sua validità in un arco di 16.4 miliardi di anni, descrivendo l’evoluzione della Coscienza secondo uno schema a nove livelli (ognuno dei quali è ancora suddiviso per 13 stadi), dal Big Bang sino ad oggi (1) .

Innanzitutto nella notte tra l’8 e il 9 marzo 2011 il sistema internazionale di sismografia ha rilevato un aumento enorme dell’attività della Terra (ricordo che il 9 marzo è iniziato l’Universal Underworld, l’ultimo ciclo del Calendario Maya della durata complessiva di 234 giorni – ogni “Giorno”/”Notte”, cioè ognuno dei 13 sottocicli, dura soltanto 18 giorni).

Il terremoto giapponese dell’11 marzo 2011 (1 Giorno dell’Universal Underworld: 9-27 marzo 2011 – l’Universal Underworld va dal 9 marzo al 28 ottobre 2011) corrisponde ad un altro terremoto devastante, quello di Lisbona (100.000 morti) del 1755 (1 Giorno del Planetary Underworld: 1755-1775 – il Planetary Underworld va dal 1755 al 28 ottobre 2011)  (2)
La cosa davvero sorprendente è che entrambi i terremoti sono occorsi esattamente alla stessa latitudine e non lontano dall’opposta longitudine.

Sia il Planetary sia l’Universal Underworld sono cicli monistici di Coscienza, ovvero entrambi portano ad una conclusione unitaria: il primo al materialismo, il secondo alla spiritualità.
Inoltre, relativamente alla risonanza con il Centro dell’Universo, il Planetary Underworld favorisce la parte posteriore della Terra, cioè l’Europa (industrializzazione, telecomunicazioni, potere), mentre l’Universal Underworld favorisce la parte anteriore del pianeta, dove si trova il Giappone (integrità, compassione, coscienza d’unità).

Dopo il terremoto di Lisbona è iniziata la rivoluzione industriale – dopo il terremoto del Giappone inizierà la rivoluzione spirituale?

Comunque, la fissione nucleare (l’energia delle centrali nucleari) è ormai evidentemente per la Coscienza collettiva un’energia pericolosa e da non utilizzare (fissione=divisione, e ciò è in netto contrasto con l’Universal Underworld, la cui risonanza è con l’Unità, quindi non può sussistere).

Anche il governo italiano sta facendo marcia indietro sul nucleare.
Sia con l’attivazione della 7° onda (Planetary Underworld) sia con l’attivazione della 9° onda (Universal Underworld) la Terra si modifica interiormente per permettere una nuova forma di risonanza con gli esseri umani (per i paleontologi, infatti, il movimento delle placche tettoniche è il prerequisito dell’evoluzione della vita sulla Terra).

È il momento di mostrare solidarietà al popolo giapponese. In Giappone, e non casualmente, si è sviluppato il Buddismo Zen, una delle forme più avanzate di pace ed equilibrio.
Preghiamo e amiamo il popolo giapponese, sentiamolo nel nostro Cuore.

Continuiamo nella nostra vita quotidiana ad esprimere la Coscienza d’Unità.

Marco Fardin

11esimo giorno della Nona Onda
19 marzo 2011, 11 Caban

(1) Vedi ultimo articolo di C.J. Calleman, www.calleman.com. Per una ricostruzione dettagliata del Calendario Maya e dei livelli dell’evoluzione di Coscienza, cfr. C.J. Calleman, The Mayan Calendar and the Transformation of Consciousness, Bear & Co., 2004
(2) I nove livelli terminano tutti il 28 ottobre 2011 ed ognuno è 20 volte più corto del precedente (ecco perché avvertiamo che il tempo sta accelerando).

A presto,

Marcello Marcello

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8 risposte a Il terremoto giapponese alla luce del Calendario Maya

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